Licenziamento illegittimo e risarcimento, l’onere probatorio per detrarre l’aliunde perceptum


Nell’ipotesi di licenziamento dichiarato illegittimo e di conseguente risarcimento del danno al lavoratore, il datore di lavoro che invochi l’aliunde perceptum da detrarre al risarcimento dovuto, deve allegare circostanze di fatto specifiche e, ai fini dell’assolvimento del relativo onere della prova su di lui incombente, è tenuto a fornire indicazioni puntuali, rivelandosi inammissibili richieste probatorie generiche o con finalità meramente esplorative (Corte di Cassazione, sentenza 11 ottobre 2019, n. 25677)


Una Corte di appello territoriale, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di prime cure, dopo aver escluso la fondatezza della domanda di accertamento di un lavoratore al superiore inquadramento e di pagamento delle conseguenti differenze retributive, aveva dichiarato illegittimo il licenziamento intimatogli a motivo che le sue condizioni fisiche non ne consentivano l’ulteriore impiego nelle mansioni svolte e che non vi era possibilità, data la completezza dell’organico, di assegnarlo ad altre equivalenti. Secondo la Corte, il datore di lavoro, pur essendone onerato, non aveva dato prova della impossibilità di ricollocazione del lavoratore in mansioni equivalenti o anche inferiori, neppure prospettate, essendo stato il lavoratore dichiarato inidoneo alla mansione specifica di fattorino addetto al recapito, ma non anche allo svolgimento di altre mansioni compatibili con le sue condizioni di salute.
Avverso detta sentenza propone così ricorso in Cassazione la società, lamentando che se l’onere della prova in materia di “repechage” è a carico del datore di lavoro, il lavoratore è comunque tenuto ad indicare possibili impieghi alternativi, in un’ottica di cooperazione secondo lealtà e buona fede. Altresì, la Corte avrebbe omesso di prendere in esame le eccezioni di aliunde perceptum e percipiendum e le relative istanze istruttorie.
Secondo la Suprema Corte il ricorso è in parte inammissibile, in parte infondato.
In particolare, la società ricorrente si duole di una illogica ricostruzione di fatto, in tema di ricollocazione del lavoratore, ma dietro lo schermo della denuncia di violazione o falsa applicazione di norme di diritto, essa, nella sostanza della censura, sollecita una rilettura e un diverso apprezzamento del materiale di prova acquisito al giudizio e, cioè, il compimento di un’attività giurisdizionale estranea alla funzione assegnata alla Corte di legittimità ed invece propria esclusivamente del Giudice di merito. Il motivo, poi, è comunque infondato laddove pone un obbligo/onere di collaborazione a carico del lavoratore, avente ad oggetto l’indicazione di possibili impieghi alternativi in azienda, dovendosi ribadire l’ormai consolidato orientamento, per il quale, in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l’allegazione e la prova dell’impossibilità di “repechage” del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale, senza che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili, essendo contraria agli ordinari principi processuali una divaricazione tra i suddetti oneri (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 5592/2016).
Inoltre, anche l’ulteriore motivo dedotto non può trovare accoglimento. Sempre secondo consolidato orientamento, in tema di licenziamento illegittimo, il datore di lavoro che invochi l’aliunde perceptum da detrarre dal risarcimento dovuto al lavoratore, deve allegare circostanze di fatto specifiche e, ai fini dell’assolvimento del relativo onere della prova su di lui incombente, è tenuto a fornire indicazioni puntuali, rivelandosi inammissibili richieste probatorie generiche o con finalità meramente esplorative.


Contribuzione 3° trimestre 2019 al Fondo Arco

Indicate le modalità operative per la contribuzione al Fondo Arco relativamente al 3° trimestre 2019

Al fine di facilitarvi negli adempimenti relativi alla prossima scadenza contributiva del 21/10/2019, il Fondo illustra la regolamentazione e le modalità operative da seguire.

Le aliquote contributive sono le seguenti:
– CCNL LATERIZI E MANUFATTI IN CEMENTO INDUSTRIA (ANDIL, ASSOBETON) e PMI (ANIEM, ANIER/CONFIMI IMPRESA): a decorrere dal 01/03/2019 la contribuzione del 1,70% a carico dell’azienda, ferma restando all’ 1,50% la contribuzione a carico dell’iscritto.
– CCNL LEGNO INDUSTRIA (FEDERLEGNOARREDO) e PMI (UNITAL-Confapi): a decorrere dal 01/01/2019 la contribuzione è del 2,10% a carico dell’azienda, ferma restando all’ 1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.

Al fine del corretto abbinamento dei contributi è necessario che il bonifico sia effettuato dalle aziende entro e non oltre il 21/10/2019 sul seguente conto corrente:
Codice IBAN: IT25Z0500001600CC0017629800
Il BIC code è: CIPBITMMXXX
Presso: DEPObank – BANCA DEPOSITARIA ITALIANA (ex NEXI S.p.A.), Via Anna Maria Mozzoni, 1.1 – 20152 Milano MI
Intestato a: Fondo Pensione ARCO
Nello spazio riservato alla causale del versamento (o per le eventuali informazioni) dovrà essere obbligatoriamente inserita la seguente codifica:
Codice fiscale azienda (11 caratteri) spazio
Ragione sociale azienda (massimo 40 caratteri) spazio
AAAATT (anno e trimestre di competenza dei contributi)

Il ritardo del bonifico e/o nell’invio della distinta di contribuzione, ovvero le differenze tra l’importo dei bonifici e delle distinte, comportano l’impossibilità per il Fondo di riconciliare i versamenti e quindi di attribuirli sulle singole posizioni dei soci. Conseguentemente il lavoratore associato subisce un danno economico, derivante dalla mancata attribuzione nei tempi previsti dei contributi e delle relative rivalutazioni. Inoltre, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, non è possibile liquidare all’aderente o trasferire ad altro Fondo Pensione il patrimonio maturato.
In caso di mancato o ritardato versamento delle contribuzioni. l‘azienda è tenuta a versare al Fondo delle sanzioni.


Proroga incarichi del personale docente Afam


La nota dell’11/10/2019 del Dipartimento per la formazione superiore e ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca proroga incarichi a tempo determinato del personale docente a.a. 2019-2020, accogliendo le richieste presentate nelle settimane scorse dalla FLC CGIL.

Il Capo del Dipartimento per la formazione superiore e ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha fornito indicazioni alle istituzioni Afam affinché, nel caso in cui non sia possibile individuare per tempo l’avente titolo in base alle procedure di assegnazione della sede degli aspiranti inseriti nelle graduatorie nazionali, siano confermati i contratti a tempo determinato già stipulati per l’anno accademico 2018/2019.
Pertanto, al fine di assicurare un puntuale inizio delle attività didattiche per l’anno accademico 2019/2020 e laddove non sia possibile individuare per tempo l’avente titolo in base alle procedure di assegnazione della sede dalle vigenti Graduatorie Nazionali, possono essere confermati, in relazione alla disponibilità del posto, i contratti a tempo determinato già stipulati per l’anno accademico 2018/20119. A seguito dell’individuazione dell’avente titolo sarà quindi nominato il docente titolare.

Utilizzo del veicolo di proprietà del lavoratore: responsabilità in caso di infortunio


In tema di infortunio sul lavoro, l’obbligo di sicurezza che fa capo al datore implica la necessità di farsi carico della valutazione del rischio connesso a specifiche modalità di esecuzione della prestazione pretese in relazione all’utilizzazione del veicolo di proprietà al quale il dipendente è stato autorizzato.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore infortunatosi sul lavoro, allorquando, mentre trasportava materiale postale da distribuire su un ciclomotore di sua proprietà alla cui utilizzazione era stato autorizzato, perdeva il controllo del mezzo e cadeva a terra riportando un trauma contusivo distorsivo e varie fratture scomposte.
Nella specie, gli Ermellini hanno ribadito che, la responsabilità datoriale incontra l’unico limite rappresentato dalla inesigibilità dal datore della predisposizione di accorgimenti idonei a fronteggiare cause d’infortunio del tutto imprevedibili. In tale prospettiva, il datore stesso è ritenuto totalmente esonerato da ogni responsabilità solo quando il comportamento del lavoratore presenta caratteri di abnormità ed esorbitanza, necessariamente riferiti al procedimento lavorativo “tipico” ed alle direttive ricevute, in modo da porsi quale causa esclusiva dell’evento: così integrando il cd. “rischio elettivo”, ossia una condotta personalissima del dipendente, avulsa dall’esercizio della prestazione lavorativa o anche ad essa riconducibile, ma esercitata e intrapresa volontariamente in base a ragioni e motivazioni del tutto personali, al di fuori dell’attività lavorativa e prescindendo da essa, come tale idonea ad interrompere il nesso eziologico tra prestazione ed attività assicurata.
Dunque, l’ampiezza del contenuto dell’obbligo di sicurezza gravante sulla parte datoriale, obbligo che deve necessariamente conformarsi e misurarsi sulle concrete modalità di espletamento della prestazione di lavoro dipendente, non consente di accedere all’assunto secondo il quale l’autorizzazione all’uso del mezzo proprio ed il pagamento della connessa indennità, implicando la completa autonomia operativa del prestatore, comportano l’esonero per la parte datoriale da ogni responsabilità collegata alla guida del mezzo.
In conclusione, deve escludersi che l’autorizzazione all’uso del mezzo proprio si configuri quale causa destinata, in ipotesi di infortunio sul lavoro, ad esonerare il datore da ogni responsabilità connessa all’uso del mezzo.


Credito Cooperativo Toscana: premio di risultato 2019



14 ott 2019 Siglato l’8/10/2019, tra la FTBCC, la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la SINCRA UGL, la UILCA, l’accordo sindacale di secondo livello (territoriale) per l’erogazione del premio di risultato 2019 (esercizio 2018) a favore dei dipendenti del Credito Cooperativo toscano.


Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente accordo.
Le somme erogate in forza del presente accordo, a titolo di Premio di Risultato 2019 (esercizio 2018) ai dipendenti delle BCC aderenti alla FTBCC, nonché ai dipendenti della FTBCC medesima, di Assicooper Toscana Srl e Cassa Mutua Toscana BCC, essendo riconducibili ad incrementi di produttività e redditività, in relazione ai risultati riferibili all’andamento economico, sono assoggettate alla normativa previdenziale e fiscale vigente in materia di tassazione agevolata e sgravi contributivi a favore delle somme erogate in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale a titolo di retribuzione di produttività.
I dipendenti entro e non oltre il 17/11/2019 devono manifestare la volontà di avvalersi delle prestazioni di welfare indicate nella tabella “prestazioni welfare“, specificando la casistica e l’entità della quota del PDR da destinarvi, mediante l’utilizzo dell’apposita procedura informatica, secondo le modalità che saranno comunicate dal datore di lavoro con apposito ordine di servizio e fornendo i relativi originali dei giustificativi delle spese sostenute. Il portale, per quest’ultimo adempimento, sarà aperto per l’utilizzo dei servizi contenuti e previsti dal giorno 27/11/2019 al giorno 30/9/2020.
In caso di mancata consegna dei giustificativi entro il 30/9/2020, il residuo sarà versato sulla posizione del lavoratore presso il Fondo Pensione Nazionale (FPN), con applicazione della relativa disciplina fiscale tempo per tempo vigente.
Ritenendo che il ricorso a forme di welfare aziendale, migliorando il benessere privato e lavorativo del personale, sia elemento di elevato valore sociale e fattore aggiuntivo di competitività aziendale, in caso di opzione per la fruizione delle suindicate “prestazioni welfare” in sostituzione, in tutto o in parte, del PDR, l’Azienda incrementerà, nella misura percentuale del 20%, l’importo destinato dal dipendente a tali prestazioni, nel rispetto dei limiti di cui alla legislazione vigente.
















































2018 Indici per Equivalenza Toscana

PDR es. 2018 da pagare a NOV. 2019

Elba 44.988,49
Banco Fiorentino 533.509,02
Anghiari e Stia 93.526,29
Pescia e Cascina 198.717,12
Valdarno Fiorentino 9.162,58
Valdichiana 204.429,75
Chianti Banca 531.583,54
Versilia e Lunigiana 99.865,02
Pontassieve 42.998,70
Valdarno 138.861,29
Vivai Banca 0,00
Tema 273.991,41
Cras 401.079,21
Alta Toscana 380.622,44
Totale/Media 2.953.334,85

Ance Palermo: nuove tabelle dall’1/10/2019



L’Ance Palermo pubblica le tabelle con gli elementi retribuitivi dal 1/10/2019 per gli impiegati e gli operai edili della provincia


RILEVAZIONE ELEMENTI DELLA RETRIBUZIONE MENSILE DEGLI IMPIEGATI EDILI NELLA PROVINCIA DI PALERMO DAL 1/10/2019
















































































Liv.

Retrib.

Inden. di contingenza

Premio di produzione

E.D.R.

Totale

E.V.R.

Totale con E.V.R.

Fondo sanitario nazionale

Contr. Contr.le Prevedi + Contr. Sold. INPS 10%

7 1.740,71 533,82 390,22 10,33 2.675,08 2.675,08 6,96 20,00
6 1.566,63 529,63 358,15 10,33 2.464,74 2.464,74 6,41 18,00
5 1.305,52 523,35 297,07 10,33 2.136,27 2.136,27 5,55 15,00
4 1.218,51 521,25 269,05 10,33 2.019,14 2.019,14 5,25 14,00
3 1.131,46 519,16 248,01 10,33 1.908,96 1.908,96 4,96 13,00
2 1.018,32 516,43 221,64 10,33 1.766,72 1.766,72 4,59 11,70
1 870,36 512,87 190,74 10,33 1.584,30 1.584,30 4,12 10,00


– Gli importi giornalieri ed orari da valere per gli impiegati edili si ricavano dividendo rispettivamente per 25 e per 173 l’importo mensile.
– Agli impiegati è dovuta una indennità sostitutiva di mensa nella misura di 4,20 per ogni giornata di effettiva presenza.
– Agli impiegati che prestano la loro opera nella città capoluogo di provincia è dovuto il rimborso del costo della tessera di abbonamento rilasciato a prezzo agevolato.
– Dalla procedura annuale di verifica dei parametri dell’EVR per l’anno 2019, sottoscritta tra le parti Sociali in data 14/6/2019, risulta che non sussistono le condizioni per l’applicazione dell’EVR, per l’anno in corso, con decorrenza dall’1/7/2019.
– Il contributo Prevedi, previsto dall’Accordo del 18/7/2018, non ha incidenza sugli istituti retributivi previsti dai vigenti Contratti Collettivi, ivi compreso il TFR.- Per gli impiegati il contributo è versato per quattordici mensilità. Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni devono essere computate come mese intero. Non si considerano utili al raggiungimento di tale requisito le giornate di assenza per malattia (compresi gli infortuni extraprofessionali), cassa integrazione e aspettativa non retribuita.
– Il Fondo Sanitario Nazione, introdotto dall’Accordo del 18/7/2018 di rinnovo del CCNL dell’1/7/2014, per gli impiegati è pari allo 0,26%, calcolato sul totale dei seguenti elementi della retribuzione: retribuzione+contingenza+premio di produzione+E.D.R.


RILEVAZIONE DELLA RETRIBUZIONE ORARIA PER GLI OPERAI EDILI NELLA PROVINCIA DI PALERMO DAL 1/10/2019












































































































Elementi della retribuzione

Operaio Specializzato

Operaio Qualificato

Operaio Comune

Guardiani Portieri e Custodi

IV Livello

III Livello

II Livello

I Livello

Senza alloggio

Con alloggio

Paga Base 7,04 6,54 5,89 5,03 4,53 4,02
Indennità di contingenza 3,01 3,00 2,99 2,96 2,66 2,37
Indennità Territoriale di Settore (I.T.S.) 1,57 1,46 1,32 1,12 1,01 0,90
E.D.R. 0,06 0,06 0,06 0,06 0,06 0,06
Totale Salario nominale (TSN) 11,68 11,06 10,26 9,17 8,25 7,34
           
E.V.R.
Totale Salario con EVR 11,68 11,06 10,26 9,17 8,25 7,34
           
Indennità sostitutiva di mensa 0,525 0,525 0,525 0,525 0,525 0,525
Riposi annui (4,95% * TSN) 0,58 0,55 0,51 0,45 0,41 0,36
Ferie e Gratifica natalizia (18,50% * TSN) 2,16 2,05 1,90 1,70 1,53 1,36
TOTALE SALARIO ORARIO 14,94 14,18 13,19 11,85 10,71 9,58

Inpgi: nuovo regolamento della gestione separata


I Ministeri vigilanti hanno approvato il nuovo Regolamento dell’Inpgi 2. I provvedimenti, adottati dal Comitato amministratore della Gestione separata, introducono importanti novità sia sul fronte delle prestazioni previdenziali sia su quello delle scadenze in base alle quali assolvere gli adempimenti da parte degli iscritti.


Si tratta di un intervento organico e complessivo che riforma il regolamento della Gestione separata a vent’anni esatti dalla sua costituzione. Le modifiche sono state dettate soprattutto dall’esigenza di incrementare l’importo delle future pensioni, attraverso un duplice meccanismo che agisce in parte sull’aumento contributivo e in parte sulla destinazione, sulla
Prevista inoltre l’erogazione di una indennità di disoccupazione e una tutela infortunistica per i co.co.co., nonchè un estensione delle tutele per la maternità e per i congedi parentali, estesi anche ai liberi professionisti.


Soddisfazione fra gli addetti ai lavori in quanto finalmente è possibile offrire agli iscritti alla Gestione separata dell’Istituto un miglioramento dei trattamenti previdenziali e maggiori tutele di welfare, alla luce dei numerosi combiamenti nel mondo del lavoro autonomo, ed in particolare nel settore giornalistico.
Nei prossimi giorni, su www.inpginotizie.it verranno forniti tutti i dettagli delle novità introdotte, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2020 (cfr. Comunicato Inpgi 10 ottobre 2019).

Fondo Previmoda: aumento del contributo per il CCNL Tessile – Industria

Variato, dal corrente mese di ottobre, il contributo a carico dell’azienda da versare al fondo di previdenza complementare Previmoda per i dipendenti dell’industria Tessile e abbigliamento Moda


 


Fermo restando il contributo a carico del lavoratore pari all’1,50% dell’E.R.N., il contributo a carico azienda è elevato al 2,00% dell’E.R.N.con decorrenza dal 1/10/2019.
Resta salva la possibilità per il lavoratore di versare un contributo superiore, secondo quanto previsto da Previmoda

Parte Economica dell’Accordo di rinnovo del CCNL Elettrici


Parte Economica dell’Accordo di rinnovo del CCNL Elettrici



L’ipotesi di accordo del 9/10/2019, ha rinnovato il CCNL per i lavoratori del settore elettrico: si riportano le novità relative alla parte Economica


L’ipotesi di accordo sottoscritta il 9/10/2019, tra ELETTRICITA’ FUTURA, UTILITALIA, ENEL SpA, GSE SpA, TERNA SpA, ENERGIA LIBERA e la FILCTEM-CGIL, la FLAEI-CISL, la UILTEC-UIL, per il rinnovo del CCNL 25/1/2017 per i lavoratori addetti al settore elettrico, decorre dall’1/1/2019 e al 31/12/2021.
L’incremento retributivo complessivo (TEC) per il triennio 2019-2021 sarà costituito dalle seguenti componenti:
a) Incremento dei minimi (TEM)
b) Welfare
c) Produttività
Il rinnovo sul parametro medio è stabilito in misura pari a € 104,00 sui minimi, cui si aggiunge un importo aggiuntivo di € 5,00 da allocare sul Welfare e di € 15,00 da allocare sul premio di risultato/produttività.
Gli importi a titolo di variazione minimi, una tantum e importi addizionali ai premi di risultato aziendali, definiti con il presente verbale come di seguito indicato, sono comprensivi della quota “produttività” stanziata per gli anni 2017-2018 dal CCNL 25/1/2017, che prevedeva un meccanismo di consolidamento del predetto importo sulla base del confronto ex post tra inflazione a consuntivo del periodo 2016-18 rispetto al valore utilizzato per il calcolo economico della rivalutazione dei minimi contrattuali.
Minimi retributivi (TEM)
Alle scadenze sotto indicate, i minimi retributivi avranno i seguenti valori














































































Livelli

Minimi dall’1/11/2019

Minimi dall’1/9/2020

Minimi dall’1/6/2021

QS 3.568,86 3.519,95 3.663,74
Q 3.202,57 3.248,42 3.287,72
ASS 2.826,78 2.867,25 2.901,94
AS 2.545,78 2.683,65 2.716,12
A1S 2.534,53 2.570,81 2.601,91
A1 2.418,37 2.452,99 2.482,67
BSS 2.302,97 2.335,94 2.364,20
BS 2.204,80 2.236,36 2.263,42
B1S 2.100,91 2.130,98 2.156,76
B1 2.006,55 2.035,28 2.059,90
B2S 1.873,93 1.900,75 1.923,75
B2 1.743,64 1.768,60 1.789,99
CS 1.546,00 1.568,13 1.587,10
C1 1.399,21 1.419,24 1.436,41
C2 1.289,44 1.307,90 1.323,72


Una tantum
Ai lavoratori in forza alla data dell’1/12/2019 verrà corrisposto un importo forfetario “una tantum”, nelle misure indicate nella tabella che segue:
















































Livelli

Una Tantum

QS 145,97
Q 130,99
ASS 115,62
AS 108,22
A1S 103,67
A1 98,91
BSS 94,19
BS 90,18
B1S 85,93
B1 82,07
B2S 76,65
B2 71,31
CS 63,24
C1 57,23
C2 52,74


Tale importo, già comprensivo di qualsiasi incremento retributivo comunque riferibile al periodo che va dall’1/6/2019 al 31/10/2019, è escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti e indiretti, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi.
Circa le modalità di corresponsione, si precisa quanto segue:
– l’importo forfetario, per le quote spettanti, verrà corrisposto in un’unica soluzione con la retribuzione del mese di dicembre 2019;
– in caso di passaggio di categoria nel corso del periodo sopra considerato (dall’1/6/2019 al 31/10/2019), gli importi da corrispondere saranno pro-quota riferiti all’effettiva categoria di appartenenza. In caso di passaggio di categoria in corso mese, si considera l’importo afferente la categoria superiore se la permanenza nella nuova categoria è pari o superiore ai 15 giorni;
– in caso di assunzione nel corso del periodo sopra considerato (superato, peraltro, il periodo di prova) o per i lavoratori che abbiano avuto periodi di assenza non retribuita, l’importo in oggetto verrà corrisposto in proporzione ai mesi interi di servizio prestato (valore complessivo rapportato a sei) computandosi come mese intero le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni;
– per le assenze a retribuzione ridotta verificatesi nel periodo considerato, “l’Una tantum” sarà corrisposta – per i periodi interessati – con la stessa percentuale di riduzione;
– nel caso di prestazione a tempo parziale svolta nel corso del periodo sopra considerato la “l’Una tantum” sarà corrisposta in misura proporzionale all’entità della prestazione;


Aumenti periodici di anzianità
Il lavoratore matura il diritto, a decorrere dal compimento del primo biennio di anzianità di servizio, ad un aumento biennale secondo gli importi per ciascuna categoria di inquadramento di cui alla tabella in calce riportata per un massimo di cinque aumenti.
















































Inquadramento

Importo €

QS 49,01
Q 46,33
ASS 43,07
AS 39,82
A1S 37,86
A1 35,74
BSS 33,72
BS 31,97
B1S 30,16
B1 28,46
B2S 26,13
B2 23,81
CS 20,30
C1 17,66
C2 15,75


Gli aumenti periodici di anzianità decorrono dai primo giorno del mese successivo al compimento del biennio.
Gli importi di detti aumenti periodici biennali maturati verranno esclusivamente conservati in cifra fissa in caso di successiva variazione generalizzata dei minimi e/o in caso di successivo passaggio di categoria.
La presente disciplina annulla e sostituisce tutte le precedenti normative contrattuali in materia di supplementi dei minimi e aumenti/scatti biennali di anzianità.
Nel corso di vigenza del presente CCNL si avvia il percorso di trasformazione dell’istituto degli aumenti periodici di anzianità per i lavoratori assunti a partire dall’1/1/2020 nei cui confronti sono previste nuove misure periodiche di sostegno al sistema di previdenza complementare, come disciplinate dall’art. 46 (“previdenza complementare”) del CCNL, nell’ottica di valorizzare la funzione della previdenza complementare quale pilastro integrativo per i trattamenti pensionistici delle nuove generazioni.
A tali lavoratori assunti a partire dall’1/1/2020 sarà tuttavia riconosciuta nell’arco di vigenza del CCNL la possibilità di optare – entro il periodo di 6 mesi dall’assunzione entro cui va esercitata la scelta della destinazione per il TFR – per il riconoscimento dell’istituto degli aumenti periodici di anzianità; in tal caso la disciplina sulle misure periodiche di sostegno al sistema di previdenza complementare non trova applicazione nel loro confronti.
I lavoratori già in servizio alla data dell’1/1/2020, che non hanno ancora compiuto la piena maturazione dei cinque aumenti periodici di anzianità, possono chiedere, in relazione al periodo mancante a tale completa maturazione, l’applicazione della regolamentazione sulle misure periodiche di sostegno al sistema di previdenza complementare di cui all’art. 46 (“previdenza complementare”), in tal caso, sono conservati in cifra fissa non assorbibile gli importi già percepiti a titolo di aumenti periodici di anzianità maturati alla data di presentazione della richiesta.
Per la decorrenza degli importi di dette misure periodiche si prende a riferimento la data in cui è stato conseguito l’ultimo aumento periodico di anzianità e, qualora il dipendente non avesse ancora maturato il primo aumento periodico, si prende a riferimento la data di assunzione. Ai fini della determinazione del numero degli importi da maturare di cui all’art. 46, CCNL, resta fermo che non spettano le misure periodiche per gli anni di anzianità di servizio che hanno già dato titolo alla percezione degli aumenti biennali.
La richiesta di applicazione delle sopracitate misure periodiche a sostegno della previdenza complementare è irrevocabile.
Ai lavoratori in servizio alla data di stipula del CCNL 24/7/2001 – resta confermato quanto previsto dall’art. 36, comma 4, CCNL 24/7/2001.


Produttività
La quota da destinare alla produttività, costituisce la componente destinata a definire/incrementare i premi di risultato a livello aziendale secondo criteri e modalità da definire con la contrattazione aziendale sul presupposto che l’incremento della produttività/redditività/competitività costituisce un fattore essenziale per la crescita complessiva della retribuzione dei lavoratori e della competitività delle imprese.
La quota di incremento destinata alla pattuizione di elementi retributivi da collegare ad incrementi di produttività/redditività/competitività è annuale ed è stata quantificata considerando in essa anche i riflessi sugli istituti retributivi diretti ed indiretti, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensiva degli stessi.
L’importo sarà utilizzato per la definizione/incremento dei premi di risultato nel periodo considerato, secondo i criteri da definire in sede di contrattazione aziendale.
Il valore di ciascun scaglione della quota sarà annualmente erogato a livello aziendale sotto forma di “una tantum” secondo le regole dei premi di risultato (commi 13 e seguenti dell’art. 44 “Premio di risultato” CCNL come integrati/precisati nelle specifiche normative aziendali) o secondo le modalità definite negli specifici accordi aziendali ed in linea con la legislazione vigente sui premi di risultato. Resta inteso che le quote indicate per ciascun anno di competenza saranno erogate ricorrendone i presupposti stabiliti dalia contrattazione aziendale nell’anno successivo.







Decorrenza

2020

2021

Incremento da destinare a produttività a livello aziendale € 210,00 € 210,00


 


Metodologia di adeguamento a fronte di eventuali scostamenti inflattivi
Al fine di semplificare l’impatto delle verifiche e di avere certezza dei costi e dei trattamenti contrattuali previsti dal CCNL, è definita la seguente metodologia.
Al termine della vigenza contrattuale, in relazione alle variazioni in positivo o negativo dell’inflazione consuntivata rispetto a quanto previsto (3.03%) per il calcolo degli aumenti del TEM di cui ai precedente punto a), alla prima data utile del 2022 in cui verranno ufficializzati i dati consuntivi di inflazione e cioè giugno 2022, si procederà secondo le seguenti modalità:
– In caso di inflazione (IPCA al netto degli energetici importati previsione 2019-2021) superiore di almeno lo 0.5% rispetto a quanto previsto alla sottoscrizione del presente accordo si procederà all’adeguamento, fino a concorrenza, dell’importo stanziato di € 15,00, pro quota sui minimi e sul premio di risultato, con decorrenza giugno 2022.
– In caso di inflazione compresa in un intervallo positivo o negativo +-0.5% rispetto a quanto previsto alla sottoscrizione del presente accordo non si prevedono variazioni sui minimi e l’importo stanziato di € 15,00 resta consolidato in produttività e sarà oggetto di valutazione nell’ambito del negoziato per il successivo rinnovo del CCNL.
– In caso di inflazione inferiore di oltre lo 0,5% rispetto a quanto previsto alla sottoscrizione del presente accordo non si procederà ad alcun consolidamento, fermo restando comunque la salvaguardia dei minimi come sopra definiti.


Welfare di produttività
Ove ricorrano i presupposti richiesti dalia normativa di legge, la contrattazione aziendale potrà prevedere che i lavoratori possano scegliere di fruire – in sostituzione totale o parziale del premio di risultato in denaro – di prestazioni, opere, servizi aventi finalità di rilevanza sociale, corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese, facenti parte del cosiddetto “welfare aziendale”. In tal caso, il relativo controvalore – fermi restando i limiti di ammontare del premio e di reddito previsti per la detassazione del premio – resta escluso dalla formazione del reddito di lavoro dipendente come considerato ai finì della tassazione del medesimo.
La contrattazione aziendale definirà modalità, tempistiche ed opportunità per fruire delle quote di premio in forma di welfare.


Produttività e conciliazione vita-lavoro
Nel contesto delle iniziative finalizzate a favorire la conciliazione tra vita personale e vita lavorativa e a valorizzare strumenti di flessibilità volti ad accrescere il benessere organizzativo, la contrattazione di secondo livello potrà introdurre in via sperimentale forme di conversione anche parziale del premio di risultato in giornate di permesso, consentendo ai lavoratori di trasformare “denaro” in “tempo”.


Assistenza sanitaria integrativa
Le Aziende provvedono a versare un importo aggiuntivo pro capite di € 5,00 per ogni mensilità (€ 70,00 annui) alle forme di assistenza sanitaria integrativa di riferimento.
Le modalità attraverso cui trova attuazione tale impegno sono articolate in relazione ai diversi sistemi attraverso cui le Aziende del settore elettrico realizzano la copertura sanitaria integrativa. Al riguardo, tenuto conto delta specifica intesa sindacale a livello di settore del 29/11/2017, potranno configurarsi le seguenti soluzioni.
a) Nelle Aziende che si avvalgono di Fondi sanitari, l’importo aggiuntivo previsto in sede di rinnovo contrattuale sì aggiungerà al finanziamento aziendale in essere, al fine di assicurare una maggiore efficacia dell’assistenza sanitaria, attraverso il miglioramento delle prestazioni rese o la previsione di prestazioni aggiuntive. A tali fini i competenti Organi dei Fondi stabiliranno, attraverso specifiche iniziative ed eventuali interventi sul nomenclatore, la tipologia e/o l’entità delle maggiori prestazioni erogabili ai dipendenti in servizio. In relazione alla natura mutualistica dei Fondi sanitari, L’importo aggiuntivo definito in sede di rinnovo contrattuale seguirà la normale destinazione della contribuzione ordinaria a beneficio indistinto di tutti i soci ordinari.
b) Nelle Aziende che realizzano la copertura sanitaria integrativa attraverso una specifica polizza assicurativa, l’importo aggiuntivo pro capite si tradurrà in un incremento del premio versato alla Compagnia di assicurazioni, con conseguente miglioramento delle coperture previste dalla relativa polizza.


Previdenza complementare
In aggiunta alle percentuali indicate dagli accordi istitutivi di riferimento, le Aziende, per effetto delle previsioni di volta in volta disposte in occasione dei rinnovi del CCNL, versano ai Fondi di previdenza complementare un contributo aggiuntivo di € 12,00 mensili a carico del solo Datore di lavoro.
Ai lavoratori assunti a partire dall’1/1/2020, sempreché iscritti ai Fondi operanti nel settore, verrà versato direttamente al Fondo Pensione, a decorrere dal compimento del primo anno di anzianità di servizio e per ogni anno di anzianità per un massimo di dieci aumenti, un importo il cui ammontare è definito per ciascuna categoria di inquadramento, alla tabella in calce riportata.
Le misure periodiche di sostegno previdenziale decorrono dal primo giorno del mese successivo al compimento dell’anno di anzianità.
Gli importi di dette misure periodiche di sostegno previdenziale verranno esclusivamente attribuite in cifra fissa in caso di successiva variazione generalizzata dei minimi e/o in caso di successivo passaggio di categoria. Tali importi non soggetti a rivalutazione sono corrisposti per 14 mensilità annue e non sono computati ad alcun effetto e non costituiscono base di calcolo ai fini retributivi a corresponsione indiretta o differita, ivi compreso il TFR.


Importi delle misure periodiche di sostegno previdenziale
















































Inquadramento

Importo

QS 29,41
Q 27,80
ASS 25,84
AS 23,89
A1S 22,72
A1 21,44
BSS 20,23
BS 19,18
B1S 18,10
B1 17,08
B2S 15,68
B2 14,29
CS 12,18
C1 10.60
C2 9,45

Sisma centro Italia: la ripresa dei pagamenti entro il prossimo 15 ottobre


Relativamente agli ecenti sismici verificatisi nelle Regioni Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo il 24 agosto 2016, il 26 e 30 ottobre 2016 e il 18 gennaio 2017, l’Inps, il termine per la ripresa dei versamenti contributivi in unica soluzione è stato prorogato al 15 ottobre p.v.


In particolare, il termine per la ripresa dei versamenti contributivi in unica soluzione è stato prorogato al 15 ottobre prossimo, senza applicazione di sanzioni e interessi; in alternativa, la ripresa dei versamenti potrà avvenire mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 120 rate mensili di pari importo, previa comunicazione di rateizzazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, da presentare entro il 15 ottobre 2019, unitamente all’adempimento contestuale del versamento dell’importo corrispondente alle prime cinque rate. Nel caso in cui la domanda di rateazione sia già stata presentata entro la scadenza del 1/6/2019, non dovrà essere presentata una nuova domanda.
Laddove nella domanda presentata entro il 1° giugno non sia stata inclusa una delle gestioni interessate dalla sospensione, sarà sufficiente inoltrare una nuova domanda, entro la scadenza del 15 ottobre 2019, solo per la gestione non inserita nella precedente domanda già inviata.
La comunicazione della volontà di avvalersi della rateazione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, direttamente dal titolare o dal legale rappresentante o dagli intermediari abilitati. A tal fine, è stato riaperto l’accesso al format della comunicazione, che è nuovamente disponibile nel sito internet dell’Istituto al seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Rateizzazione contributi sospesi: sisma 2016-2017”.
Nella sezione “Versamenti eseguiti N964 con esclusione della rata in scadenza all’1/06/2019” devono essere inseriti i versamenti antecedenti all’istanza, con l’esclusione della prima rata eventualmente versata entro la scadenza del 1° giugno 2019. Tale importo, infatti, deve essere considerato come pagamento della prima delle cinque rate previste, quale adempimento per l’accesso alla rateizzazione.
L’importo del versamento corrispondente al valore delle prime cinque rate, compresa la prima in scadenza al 1° giugno 2019, deve essere indicato nella sezione sottostante “Dichiarazione del versamento della prima rata”.
Per tutte le aziende agricole che hanno presentato domanda di sospensione, accettata dalla Struttura territoriale competente sulla base dei requisiti previsti, è stata inserita nel Cassetto previdenziale di riferimento (Cassetto previdenziale Autonomi in Agricoltura e Cassetto previdenziale Aziende Agricole), all’interno della sezione “News individuali”, la comunicazione con la quale si riportano sia il prospetto riepilogativo dei periodi e degli importi dei contributi oggetto della sospensione ancora non pagati sia gli estremi da utilizzare per il pagamento tramite il modello “F24”. Le aziende agricole che volessero effettuare il pagamento in modalità rateale devono versare, entro il 15/10/2019, l’importo corrispondente al valore delle prime cinque rate, tenendo conto delle rate eventualmente già pagate.