Prorogata la sospensione dei versamenti delle cartelle


Il D.L. Rilancio (D.L. n. 34/2020 pubblicato nella G.U. n. 128/2020) ha prorogato al 31 agosto la sospensione dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione.

Il Decreto CuraItalia ha previsto la sospensione dei termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione.
Con l’avvicinarsi della ripresa dei versamenti, il Decreto Rilancio ha invece ulteriormente prorogato il termine di sospensione fino al 31 agosto 2020.
Con l’ulteriore proroga, i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il 30 settembre 2020 e non è previsto il rimborso di quanto già versato.
Per i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione ter e al Saldo e stralcio delle cartelle e che sono in regola con il pagamento delle rate scadute nel 2019, il mancato, insufficiente o tardivo pagamento alle relative scadenze delle rate da corrispondere nell’anno 2020, non determina la perdita dei benefici delle misure agevolate se il debitore effettua comunque l’integrale versamento delle stesse entro il 10 dicembre 2020.
Per il pagamento entro questo termine ultimo di scadenza, non sono previsti i cinque giorni di tolleranza.
I contribuenti che invece sono decaduti dai benefici della definizione agevolata per mancato, insufficiente o tardivo versamento delle rate scadute nel 2019, è prevista la possibilità di chiedere la dilazione del pagamento per le somme ancora dovute.


Arriva il reddito di emergenza per le famiglie


Il D.L. Rilancio (D.L. n. 34/2020 pubblicato nella G.U. n. 128/2020) riconosce ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di seguito “Rem”).

Il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:
– residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
– un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore all’importo che viene riconosciuto come Rem e che varia in base al numero di componenti del nucleo familiare;
– un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000. Il predetto massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
– un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000.


Il Rem non viene riconosciuto ai soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonché coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra i suoi componenti tali soggetti, il parametro della scala di equivalenza ISEE non tiene conto di tali soggetti.
Il valore di base del Rem è 400 euro moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza ISEE che assegna un valore a ogni composizione familiare, fino ad un massimo di 800 euro a nucleo familiare, che sale ad 840 euro in caso di presenza di un componente in condizioni di disabilità grave. Il Rem viene erogato in due quote di pari importo ed è riconosciuto ed erogato dall’INPS previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato entro il termine del mese di giugno 2020. Le richieste di Rem possono essere presentate presso i CAF, previa stipula di una convenzione con il medesimo Istituto . Le richieste del Rem possono essere altresì presentate presso gli istituti di patronato.


Condizioni di incompatibilità


Il Rem non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle seguenti indennità:
– Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
– Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago;
– Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali;
– Indennità lavoratori del settore agricolo;
– Indennità lavoratori dello spettacolo;
– Indennità in attuazione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19;
– Indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19;
– Indennità per i lavoratori domestici.


Il Rem non è altresì compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni:
– essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
– essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore all’importo che viene riconosciuto come Rem e che varia in base al numero di componenti del nucleo familiare;
– essere percettori di reddito di cittadinanza.


“DL Rilancio”: le misure di sostegno alle imprese e all’economia


i seguito le misure di sostegno alle imprese e all’economia del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, pubblicato nella G.U. n. 128/2020, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Contributo a fondo perduto (art. 25)
È riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, comprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro. Il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi. L’ammontare del contributo è determinato in percentuale rispetto alla differenza riscontrata, come segue:
a) 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nell’ultimo periodo d’imposta;
b) 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nell’ultimo periodo d’imposta;
c) 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nell’ultimo periodo d’imposta.
Il contributo non concorrerà alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e sarà erogato, nella seconda metà di giugno, dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario.

Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni (art. 26)
È disposto il rafforzamento patrimoniale delle piccole e medie imprese, con la previsione della detraibilità per le persone fisiche e della deducibilità per quelle giuridiche, per il 2020, del 20% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, anche semplificata, cooperativa, che non operino nel settore bancario, finanziario o assicurativo. L’investimento massimo detraibile/deducibile non può eccedere l’importo di euro 2.000.000. L’ammontare, in tutto o in parte, non detraibile/deducibile nel periodo d’imposta di riferimento può essere portato in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo. Alle stesse società è riconosciuto, a seguito dell’approvazione del bilancio per l’esercizio 2020, un credito d’imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale e comunque nei limiti previsti dal decreto (con un tetto massimo di 800.000 euro). La distribuzione di riserve prima del 1° gennaio 2024 da parte della società comporta la decadenza dal beneficio per il contribuente che ha sottoscritto l’aumento di capitale e per la società stessa e l’obbligo per tutti i beneficiari di restituire gli importi, unitamente agli interessi legali.

Fondo Patrimonio PMI (art. 26, co. 12)
È istituito il “Fondo Patrimonio PMI”, la cui gestione sarà affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa Spa – Invitalia. Il fondo sarà finalizzato a sottoscrivere, entro il 31 dicembre, strumenti finanziari partecipativi, emessi dalle società già indicate al punto precedente.

Patrimonio destinato (art. 27)
È autorizzata la Cassa depositi e prestiti S.p.a. (CDP) alla costituzione di un patrimonio destinato, denominato “Patrimonio Rilancio”, a cui sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell’economia e delle finanze, che potrà essere articolato in comparti e le cui risorse saranno impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano, nel rispetto del quadro normativo dell’Unione europea sugli aiuti di Stato adottato per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 o a condizioni di mercato. Gli interventi avranno ad oggetto società per azioni, anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa, che hanno sede legale in Italia, non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo e presentano un fatturato annuo superiore a cinquanta milioni di euro. I requisiti di accesso, le condizioni, criteri e modalità degli interventi saranno definiti con DPCM, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico. CDP S.p.a. potrà utilizzare il patrimonio destinato per effettuare ogni forma di investimento, comunque di carattere temporaneo, ivi inclusi la concessione di finanziamenti e garanzie, la sottoscrizione di strumenti finanziari e l’assunzione di partecipazioni sul mercato primario e secondario, in via preferenziale mediante sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, la partecipazione ad aumenti di capitale, l’acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni strategiche. Per il finanziamento delle attività del patrimonio destinato o di singoli comparti è consentita l’emissione di titoli obbligazionari o altri strumenti finanziari di debito.

Incremento fondo per il sostegno alle locazioni (art. 29)
Al fine di ridurre l’impatto economico connesso al diffondersi dell’emergenza epidemiologica da COVID – 19 in relazione alla posizione dei soggetti che versano in condizioni disagiate, è disposto un incremento della dotazione del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di cui all’articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 di 140 milioni per l’anno 2020.

Riduzione degli oneri delle bollette elettriche (art. 30)
Al fine di alleviare il peso delle quote fisse delle bollette elettriche, in particolare in capo alle piccole attività produttive e commerciali, gravemente colpite su tutto il territorio nazionale dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente dispone, con propri provvedimenti, la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, nel limite massimo delle risorse di 600 milioni di euro per l’anno 2020, che costituiscono tetto di spesa.
Si prevede che l’Autorità ridetermini le tariffe di distribuzione e misura dell’energia elettrica al fine di:
a) ridurre le attuali quote fisse indipendenti dalla potenza relative alle tariffe di rete e agli oneri generali per tutti i clienti non domestici alimentati in bassa tensione;
b) per i soli clienti non domestici alimentati in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, le tariffe di rete e gli oneri generali saranno rideterminate al fine di ridurre ulteriormente la spesa applicando una potenza “virtuale” fissata convenzionalmente pari a 3 kW, senza che a ciò corrisponda alcuna limitazione ai prelievi da parte dei medesimi clienti.

Garanzia SACE in favore delle assicurazioni sui crediti commerciali (art. 35)
Al fine di preservare la continuità degli scambi commerciali tra aziende e di garantire che i servizi di assicurazione del credito commerciale continuino ad essere disponibili per le imprese colpite dagli effetti economici dell’epidemia Covid-19, SACE S.p.A. concede in favore delle imprese di assicurazione dei crediti commerciali a breve termine autorizzate all’esercizio del ramo credito che abbiano aderito mediante apposita convenzione, una garanzia pari al 90% degli indennizzi generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali maturati dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020 ed entro il limite massimo di 2000 milioni di euro.

Partecipazione al Fondo di Garanzia pan europeo della Banca Europea per gli Investimenti e allo strumento di sostegno temporaneo per attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza (art. 36)
Il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato a stipulare con la Banca europea per gli Investimenti gli accordi necessari a consentire la partecipazione italiana al Fondo di Garanzia pan europeo, costituito dal Gruppo Banca Europea per gli Investimenti per il sostegno agli Stati membri nel fronteggiare la crisi derivante dalla pandemia Covid-19.

Rafforzamento dell’ecosistema delle start up innovative (art. 38)
La disposizione è volta a rafforzare il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo delle start up innovative, agendo nell’ambito della misura “Smart&Start Italia”, principale strumento agevolativo nazionale rivolto a tale tipologia di imprese. L’obiettivo del rafforzamento è perseguito, da un lato, attraverso un incremento della dotazione finanziaria della misura, dall’altro, ampliando la capacità di azione.

Misure di sostegno alle micro, piccole e medie imprese titolari del servizio di distribuzione di carburanti nelle autostrade per il periodo di emergenza da COVID-19 (art. 40)
Alle microimprese e alle piccole e medie imprese, aventi sede in Italia, che gestiscono il servizio di distribuzione autostradale di carburanti, che risultavano attive ed in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali alla data del 1° marzo 2020, in considerazione del mantenimento del servizio durante il periodo di emergenza sanitaria pur in presenza di calo considerevole della domanda di carburanti, può essere riconosciuto, nel limite complessivo di 4 milioni di euro per l’anno 2020, un contributo commisurato ai contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente corrisposte nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, erogato dal Ministero dello sviluppo economico su domanda dell’impresa di gestione.
Il contributo di cui al comma 1 non viene riconosciuto nei casi di gestioni dirette degli impianti di distribuzione carburanti in autostrada da parte delle società petrolifere integrate alla raffinazione e alle gestioni unitarie delle attività petrolifere e di ristorazione.

Misure urgenti a sostegno del meccanismo dei Certificati Bianchi (art. 41)
Ai fini della verifica del conseguimento degli obblighi previsti dall’articolo 4, comma 4, lettera c) e comma 5, lettera c), del decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 gennaio 2017, recante determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico, il termine del 15 aprile 2020 previsto dell’articolo 103, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, come prorogato dall’art. 37, comma 1, D.L. 8 aprile 2020, n. 23, è ulteriormente prorogato al 30 novembre 2020.

Fondo per il trasferimento tecnologico e altre misure urgenti per la difesa ed il sostegno dell’innovazione (art. 42)
È disposta la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, di un “Fondo per il trasferimento tecnologico”, finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative.

Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa (art. 43)
È disposta la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, del “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa”, con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2020 e l’incremento delle dotazioni del fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, del fondo a copertura delle garanzie concesse alle piccole e medie imprese, dell’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) per le garanzie alle p.m.i. del settore agro-alimentare, del fondo garanzia mutui prima casa, del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2, del fondo di promozione integrata istituito dal cd. decreto “cura Italia”, del fondo 394/81 per l’internazionalizzazione delle p.m.i., con l’ulteriore costituzione di un fondo di garanzia volto a sollevare le piccole medie imprese che attingono ai crediti per l’internazionalizzazione dai costi e dagli oneri amministrativi derivanti dall’esigenza di fornire fideiussioni bancarie e assicurative per parte dei crediti ottenuti.

Misure per le esportazioni e l’internazionalizzazione (art. 48)
La disposizione dispone un incrementi del fondo di promozione integrata di cui all’articolo 72 del decreto-legge n. 18/2020.

Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali (art. 54)
Le regioni e le province autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di commercio possono adottare misure di aiuto dirette, a valere sulle proprie risorse, fino a un importo di 800.000 euro per impresa, concesse sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni. Gli aiuti non possono superare l’importo di 120.000 euro per ogni impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 100.000 euro per ogni impresa attiva nella settore della produzione primaria di prodotti agricoli. Gli stessi enti possono concedere garanzie riguardo sia ai prestiti per gli investimenti sia ai prestiti per il capitale di esercizio a favore delle imprese, in modo diretto o attraverso banche o altri soggetti abilitati all’esercizio del credito, o ancora, aiuti sotto forma di tassi d’interesse agevolati per i prestiti alle imprese, aiuti per la ricerca e lo sviluppo in materia di COVID-19, per gli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling, agli investimenti per la produzione di prodotti connessi al COVID-19, aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19.


Pubblicato in Gazzetta il Decreto Rilancio: sintesi delle misure fiscali


Pubblicato in Gazzetta il Decreto Rilancio: sintesi delle misure fiscali



Il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 recante “misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” è stato pubblicato nel S.O. n. 21 della Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2020, n. 128 ed entra in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione in Gazzetta.Tante le novità sul fronte fiscale contenute nel maxi Decreto.






































































































Misure fiscali

Disposizione

IRAP cancellazione saldo e acconto (art. 24) Per i soggetti, con ricavi o compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019; l’importo di tale versamento è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta.
Credito d’imposta per i canoni dì locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda (art. 28 e art. 122) Ai soggetti con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro spetta un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo. Per le strutture alberghiere il credito d’imposta spetta a prescindere dal volume di affari registrato. Il credito d’imposta è parametrato all’importo versato a marzo, aprile e maggio a condizione che i locatari abbiano subito un calo di almeno il 50% del fatturato nel mese di riferimento 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito d’imposta, in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, spetta nella misura del 30 per cento dei relativi canoni.
Il credito di imposta spetta alle strutture alberghiere e agrituristiche indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente.
Il credito d’imposta spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.
Il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno. Ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d’imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.
Ecobonus e sismabonus al 110%

(artt. 119 e 121)


 

Detrazione nella misura del 110 % delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus), la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi ad essi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Per tali interventi, come per altre detrazioni in materia edilizia specificamente individuate, in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.
Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro (artt. 120  122) Credito di imposta dell’60% delle spese sostenute nel 2020 per la riapertura in sicurezza degli esercizi aperti al pubblico, nei limiti di 80.000 euro per beneficiario. Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ed è cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.
Cancellazione clausole IVA e accise

(art. 123)

Soppresse definitivamente le cosiddette “clausole di salvaguardia” che prevedono aumenti automatici delle aliquote IVA e delle accise su alcuni prodotti carburanti.
Riduzione IVA dei beni necessari al contenimento e gestione dell’epidemia (art. 124) Riduzione dell’aliquota IVA dal 22% al 5% su beni e dispositivi medici e di protezione individuale come ventilatori polmonari, mascherine,guanti, gel disinfettantie altri presidi per la sicurezza dei lavoratori. Fino al 31 dicembre 2020, la vendita degli stessi beni è totalmente esentata dall’Iva.
Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di DPI (artt. 122 e 125) Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore, viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività lavorativa, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi rivolti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Irap.
Versamenti sospesi fino a settembre(artt. 126 e 127) Prorogato dal 30 giugno 2020 al 16 settembre 2020 il termine per i versamenti di imposte e contributi, già sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio. I versamenti potranno essere effettuati in unica soluzione o rateizzati.
Salvaguardia del bonus Renzi e del trattamento integrativo (art. 128) Il credito di 80 euro di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del TUIR( Bonus Renzi), e il trattamento integrativo di 100 euro di cui all’articolo 1 del DL n.3 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2020, spettanti, rispettivamente, fino al 30 giugno 2020 e dal 1° luglio 2020 ai lavoratori dipendenti in possesso dei requisiti previsti nelle citate disposizioni sono riconosciuti anche nel caso in cui il lavoratore risulti incapiente per effetto del minor reddito di lavoro dipendente prodotto nell’anno 2020 a causa delle conseguenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Riduzione rate d’acconto dell’accisisa sul gas naturale e sull’energie elettrica (art. 129)

 

Riduzione delle rate di acconto mensili dell’accisa sul gas naturale e sull’energia elettrica, da versare nel periodo dal mese di maggio 2020 al mese di dicembre dello stesso anno, le stesse sarano versate nella misura del 90 per cento di quelle calcolate, come stabilito dal testo unico delle accise, sulla base dei consumi dell’anno precedente. L’eventuale versamento a conguaglio sarà effettuato in un’unica soluzione entro le normali scadenze fissate dal citato testo unico, vale a dire entro il 31 marzo 2021 per il gas naturale ed entro il 16 marzo 2021 per l’energia elettrica ma è concede, in alternativa, di poter ripartire il debito a conguaglio in dieci rate mensili di pari importo, da versare nel periodo da marzo a dicembre 2021.
Adempimenti in materia di accisa (artt. 130,131,132) Differimento di alcuni adempimenti, remissione in termni per i versamenti, e riduzione dei pagmenti.
I pagamenti dell’accisa sui prodotti energetici immessi in consumo nei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto dell’anno 2020 possono essere eseguiti nella misura dell’ottanta per cento, a titolo di acconto, degli importi dovuti:
– entro il 25 maggio 2020, per i prodotti energetici immessi in consumo nel mese di aprile 2020;
– alle scadenze previste dal testo unico accise, per i prodotti energetici immessi in consumo nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto dell’anno 2020.
Il versamento del saldo delle somme dovute è effettuato entro il termine del 16 novembre 2020, senza il pagamento di interessi.
Imposta sul consumo (art. 133) Differimento dell ’efficacia delle disposizioni in materia di imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego e di imposta sul consumo delle bevande edulcorate al 1.1.2021.
Modifica alla disciplina dell’IVAFE (art. 134) Per i soggetti diversi dalle persone fisiche l’imposta è dovuta nella misura massima di euro 14.000.
Giustizia tributaria e contributo unificato (art. 135) Si sospendono dall’8 marzo al 31 maggio 2020, i termini previsti per il computo delle sanzioni da irrogare per ritardato versamento totale o parziale del contributo unificato. Per il medesimo periodo si applica la sospensione del termine previsto in materia di invito al pagamento del contributo unificato. Relativamente alle procedure da seguire per lo svolgimento dell’udienza a distanza sia pubblica sia in camera di consiglio. La nuova disciplina permette lutilizzo del collegamento da remoto non solo per le parti processuali ma anche per i giudici e il personale amministrativo. Inoltre, soltanto le parti possono richiedere l’udienza a distanza nel ricorso o nel primo atto difensivo ovvero con un atto successivo da notificarsi alle controparti. Tale richiesta deve essere effettuata prima della comunicazione dell’avviso di trattazione dell’udienza.
Incentivi per investimenti nell’economia reale (art. 136) Potenziata la capacità dei Piani di risparmio a lungo termine (PIR) di convogliare risparmio privato verso il mondo delle imprese, introducendo un nuovo tipo di Pir, con specifici vincoli, affinché l’investimento sia diretto, per oltre il 70% del valore complessivo del piano, a beneficio di PMI non quotate sul FTSE MIB e FTSE MID. Sono inoltre previsti vincoli di concentrazione degli investimenti pari al 20 per cento, anziché al 10% come per i Pir “ordinari” e limiti all’entità degli investimenti pari a 150.000 euro all’anno e a 1.500.000 euro complessivamente, anziché 30.000 euro all’anno e 150.000 euro complessivi come per i Pir “ordinari”. Vengono inoltre considerati tra gli investimenti qualificati, oltre agli strumenti finanziari, anche fonti di finanziamento alternative al canale bancario, quali la concessione di prestiti e l’acquisizione dei crediti delle imprese.
Proroga rideterminazione del costo di acquisto di terreni e partecipazioni (art. 137) La disposizione prevede la possibilità di rivalutare le partecipazioni non negoziate ed i terreni posseduti al 1° luglio 2020. Le aliquote dell’imposta sostitutiva sono stabilite nella misura dell’11 per cento.
Aliquote Tari e Imu (art. 138) Allineamento termini approvazione delle tariffe e delle aliquote TARI e IMU con il termine dì approvazione del bilancio di previsione 2020.
Rafforzamento delle attività di promozione dell ’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti (art. 139) Per favorire il rafforzamento delle attività di promozione dell’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali da parte dei contribuenti, le convenzioni fra Ministro dell’economia e delle finanze e agenzie fiscali stabiliscono per le agenzie fiscali, a decorrere dal triennio 2020-2022, specifici obiettivi volti ad ottimizzare i servizi di assistenza e consulenza offerti ai contribuenti, favorendone ove possibile la fruizione online, e a migliorare i tempi di erogazione dei rimborsi fiscali ai cittadini ed alle imprese.
Memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri (art. 140) Nel primo semestre di vigenza dell’obbligo, decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a euro 400.000 e fino al 1° gennaio 2021 per gli altri soggetti, le sanzioni non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto.
I soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi pre-compilata possono adempiere all’obbligo telematico a decorrere dal 1° gennaio 2021 (non piu 1° luglio 2020).
Rinvio lotteria scontrini (art. 141) Viene rinviato al 1° gennaio 2021 l’avvio della lotteria degli scontrini.
Rinvio della decorrenza delle bozze precompilate dei documenti IVA (art. 142) A partire dalle operazioni IVA effettuate dal 1° gennaio 2021, in via sperimentale, nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche e con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere nonché sui dati dei corrispettivi acquisiti telematicamente, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione di tutti i soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, in apposita area riservata del sito internet dell’Agenzia stessa, le bozze dei seguenti documenti: egistri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,n. 633; liquidazione periodica dell’IVA; dichiarazione annuale dell’IVA.
Rinvio procedura automatizzata di liquidazione dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche(art. 143)) Viene rinviata al 1° gennaio 2021 l’applicazione della procedura di integrazione da parte dell’Agenzia delle entrate dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il sistema di interscambio che non recano l’annotazione di assolvimento dell’imposta.
Rimessione in termini e sospensione del versamento degli importi richiesti a seguito del controllo

automatizzato e formale delle dichiarazioni (Art. 144)


 

I versamenti delle somme dovute in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il giorno antecedente l’entrata in vigore del presente decreto, sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 settembre 2020.
I versamenti delle somme dovute in scadenza nel periodo compreso tra l’entrata in vigore del presente decreto e il 31 maggio 2020, possono essere effettuati entro il 16 settembre 2020, senza applicazione di ulteriori sanzioni e interessi.
I versamenti possono essere effettuati anche in 4 rate mensili di pari importo a decorrere da settembre 2020 con scadenza il 16 di ciascun mese. Non si procede al rimborso di quanto già versato.
Sospensione della compensazione tra credito d’imposta e debito iscritto a ruolo(art. 145) Nel 2020 si consente di effettuare i rimborsi nei confronti di tutti i contribuenti senza applicare la procedura di compensazione con i debiti iscritti a ruolo.
Innalzato il limite delle compensazioni fiscali (art. 147). Per l’anno 2020, il limite per la compensazione orizzontale è elevato da 700 mila a 1 milione di euro.
Disciplina modificata degli indici sintetici di affidabilità fiscale (art. 148) Per i periodi di imposta 2020 e 2021 la normativa in materia di indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) viene modificata per tenere conto degli effetti correlati all’emergenza sanitaria. Vengono quindi spostati i termini per l’approvazione degli ISA e per la loro eventuale integrazione, rispettivamente, al 31 marzo e al 30 aprile dell’anno successivo a quello di applicazione. Per il periodo d’imposta 2018, l’Amministrazione finanziaria terrà conto anche del livello di affidabilità fiscale derivante dall’applicazione degli indici per il successivo periodo d’imposta 2019. Analogamente, per il periodo di imposta 2020, si tiene conto anche del livello di affidabilità fiscale più elevato derivante dall’applicazione degli ISA per i precedenti periodi d’imposta 2018 e 2019.
Sospensione dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta (art. 149) Sono prorogati al 16 settembre 2020 i termini di versamento delle somme dovute. La proroga si applica con riferimento agli atti ivi indicati, i cui termini di versamento scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
È prorogato al 16 settembre 2020 il termine finale per la notifica del ricorso di primo grado innanzi alle Commissioni tributarie relativo agli atti i cui termini di versamento scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
Le disposizioni si applicano anche alle somme rateali, in scadenza nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020.

Non si procede al rimborso delle somme versate nel periodo di proroga.

Ripetizione dell’indebito su prestazioni previdenziali e retribuzioni assoggettate a ritenute (art. 150) Previste nuove modalità di ripetizione dell’indebito su prestazioni previdenziali e retribuzioni assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di acconto che si applicano alle somme restituite dal 1° gennaio 2020.
Sospesi pignoramenti su stipendi e pensioni(art. 152) Fino al 31 agosto 2020 sono sospesi i pignoramenti su stipendi, salari e pensioni effettuati dall’agente della riscossione. Fino alla stessa data queste somme non sono sottoposte al vincolo di indisponibilità e il terzo pignorato le rende fruibili al debitore esecutato, anche in presenza di assegnazione già disposta con provvedimento del giudice dell’esecuzione.
Mod 730/2020 ampliata la platea dei soggetti “senza sostituto(art. 159) Viene prevista la possibilità di presentazione del Modello 730/2020 nella modalità “senza sostituto” anche in presenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio. Ciò considerata l’emergenza epidemiologica da Covid-19 su tutto il territorio nazionale e il livello di gravità della situazione economica che sta investendo le imprese che potrebbe determinare anche l’impossibilità per molti sostituti di effettuare i conguagli derivanti dalla presentazione del 730, al fine di evitare un ulteriore danno al contribuente, derivante dalla mancata definizione del conguaglio fiscale da assistenza fiscale.
Tax credit vacanze (art. 176)) Per il periodo d’imposta 2020 è riconosciuto un credito in favore dei nuclei familiari con ISEE in corso di validità, ordinario o corrente, non superiore a 40.000 euro, utilizzabile, dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed &breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva. Il credito, utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare, è attribuito nella misura massima di 500 euro per ogni nucleo familiare. La misura del credito è di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona.
Esenzione dall’IMU per il settore turistico (art. 177)) Per l’anno 2020, non è dovuta la prima rata dell’imposta municipale propria (IMU), relativa a:
a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;
b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
Esonero Tosap per i pubblici esercizi (art. 181) Per promuovere la ripresa delle attività danneggiate dall’emergenza, ristoranti, bar, pasticcerie e imprese simili, titolari di concessioni o di autorizzazioni per l’utilizzazione del suolo pubblico, sono esonerati dal 1° maggio fino al 31 ottobre 2020 dal pagamento della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e dal relativo canone.

Versamenti sospesi: nuovi termini per la ripresa

Il Decreto Rilancio proroga i termini di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi dal Decreto Cura Italia e dal Decreto Liquidità, prevedendo che:
– possono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 30 giugno 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020 (in luogo del mese di giugno 2020) i versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, all’IVA e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi per i mesi di aprile 2020 e di maggio 2020 in favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione e degli enti non commerciali, aventi i requisiti previsti dall’articolo 18 del Decreto Liquidità (ricavi o compensi inferiori a 50 milioni di euro e riduzione del fatturato del 33%, ovvero ricavi o compensi superiori a 50 milioni e riduzione del fatturato del 50%). Non si fa luogo al rimborso delle somme già versate;
– le ritenute d’acconto su compensi per lavoro autonomo e sulle provvigioni, oggetto di sospensione nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 in favore dei soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 17 marzo 2020, possono essere effettuate in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 31 luglio 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020 (in luogo del mese di luglio 2020). Non si fa luogo al rimborso delle somme già versate;
– possono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 31 maggio 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020 (in luogo del mese di maggio 2020) i versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai contributi previdenziali e assistenziali, ai premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi dal 2 marzo 2020 al 30 aprile 2020, nonché i versamenti relativi all’IVA sospesi nel mese di marzo 2020 in favore degli operatori nazionali dei numerosi settori colpiti dall’emergenza da Covid-19 individuati dall’articolo 61, co. 1 del Decreto Cura Italia;
– in favore delle federazioni sportive nazionali, degli enti di promozione sportiva, delle associazioni e delle società sportive, professionistiche e dilettantistiche i versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai contributi previdenziali e assistenziali, ai premi per l’assicurazione obbligatoria e all’IVA sono sospesi fino al 30 giugno 2020 (in luogo del 31 maggio 2020). I versamenti sospesi possono essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 30 giugno 2020) o mediante rateizzazione fino a un massimo di cinque rate mensili di pari importo a decorrere dal 16 settembre 2020 (in luogo del mese di giugno 2020);
– possono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 31 maggio 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020 (in luogo del mese di maggio 2020) i versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, all’IVA e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 in favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione aventi i requisiti previsti dall’articolo 62, co. 2 del Decreto Cura Italia (ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 17 marzo 2020);
– possono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 31 maggio 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020 (in luogo del mese di maggio 2020) i versamenti relativi all’IVA, sospesi nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 in favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, di Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti;
– possono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 31 maggio 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020 (in luogo del mese di maggio 2020) i versamenti tributari sospesi  nel periodo compreso tra il 21 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020, dal D.M. 24 febbraio 2020, in favore dei soggetti che alla data del 21 febbraio 2020 avevano il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni dell’ex zona rossa lombardo-veneta individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020.
Inoltre, viene disposto che gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020 sospesi dall’articolo 5 del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9 in favore dei soggetti che alla data del 21 febbraio 2020 avevano il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni dell’ex zona rossa lombardo-veneta individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

IRAP: taglio del saldo e dell’acconto

Tra le misure di sostegno alle imprese, accogliendo in parte le richieste di un taglio delle imposte sui redditi dovute da imprese e professionisti, il DL Rilancio stabilisce il taglio limitatamente al saldo e alla prima rata di acconto dell’IRAP.

L’articolo 24 del testo definitivo del DL Rilancio, approvato con il D.L. n. 34/2020 disciplina il taglio dei versamenti dell’IRAP dovuta da imprese e professionisti sulla base della dichiarazione presentata quest’anno.
In particolare, la norma stabilisce che non è dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, nella misura prevista dall’articolo 17, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, ovvero dall’articolo 58 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157; l’importo di tale versamento è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta.
Appare evidente che non si tratta di una semplice cancellazione del versamento, ma di una sostanziale riduzione del carico fiscale per il tributo regionale.
Per quanto concerne il periodo d’imposta 2019 (assumendo, coincidente con l’anno solare), il taglio riguarda l’eventuale imposta a debito che dovesse risultare, al netto degli acconti dovuti per lo stesso periodo non dovrà essere versata. Dal testo della norma, infatti, si evince chiaramente che l’acconto relativo al 2019 resta dovuto. In attesa della relazione di accompagnamento, si ritiene necessario un chiarimento in merito al concetto di “acconto dovuto”, e cioè se debba farsi riferimento a quello determinato secondo il metodo “storico”, o possa ritenersi valido il versamento in acconto effettuato secondo il metodo “previsionale”. In questa seconda ipotesi (laddove adoperata), in concreto, si profilano due scenari possibili:
– il versamento dell’acconto coincide con l’imposta dovuta, per cui il saldo è pari a zero. In questo caso, l’utilizzo del metodo previsionale è regolare e non si ritiene possano configurarsi difficoltà;
– il versamento dell’acconto risulta inferiore all’imposta dovuta. In questo caso, fermo restando l’applicazione delle sanzioni per insufficiente versamento dell’acconto, resta da chiarire se il saldo sarà dovuto e in che misura. L’eventuale versamento fatto con l’adeguamento dell’acconto al calcolo con il metodo storico potrebbe determinare un’eccedenza, costringendo il contribuente ad un esborso in contrasto con le finalità della norma, d’altra parte anche il versamento del saldo in base alla norma non è dovuto; tuttavia, l’ammissione di un minor versamento costituirebbe un trattamento di favore ingiustificato rispetto agli altri contribuenti.
Per quanto riguarda il taglio dell’acconto per il periodo d’imposta 2020, il beneficio è limitato alla prima rata dell’acconto. In proposito si ricorda che la ripartizione dell’acconto è differenziata per i soggetti ISA e per i soggetti non ISA. In particolare:
– per i soggetti che svolgono attività per le quali sono stati approvati gli ISA (soggetti ISA), a prescindere dall’eventuale disapplicazione legata al possesso di requisiti di esonero, l’articolo 58 del DL n. 124/2019 stabilisce che le rate di acconto sono suddivise in parti uguali. Quindi in tal caso la riduzione corrisponde al 50% dell’acconto complessivamente calcolato per il periodo d’imposta 2020;
– per i soggetti che invece svolgono attività per le quali non sono stati approvati gli ISA (soggetti non ISA), l’articolo 17, comma 3, del DPR n. 435/2001 stabilisce una differente ripartizione dell’acconto, la prima rata pari al 40 per cento dell’acconto complessivamente calcolato, e la seconda rata pari al restante 60 per cento. Quindi in tal caso la riduzione corrisponde al 40% dell’acconto complessivamente calcolato per il periodo d’imposta 2020.
Nel testo definitivo della norma è stato poi precisato che l’importo della prima rata di acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta. In altri termini, anche se non è versato, l’importo della prima rata di acconto assume il valore di un acconto figurativo, per cui in sede di determinazione del saldo per il periodo d’imposta 2020 sarà detratto dall’imposta dovuta.

Un altro aspetto da considerare riguardo al taglio dell’IRAP è la platea dei beneficiari.
L’agevolazione, infatti, non si applica a tutti i soggetti passivi IRAP, ma interessa esclusivamente le imprese con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni di euro, e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi.
Pertanto, le imprese e i lavoratori autonomi con un volume di ricavi o compensi superiore al predetto limite, restano soggetti al tributo secondo le regole ordinarie.
Inoltre, sono espressamente esclusi dal beneficio:
– le imprese di assicurazione;
– le Amministrazioni pubbliche, nonché le amministrazioni della Camera dei Deputati, del Senato, della Corte costituzionale, della Presidenza della Repubblica e gli organi legislativi delle regioni a statuto speciale;
– gli intermediari finanziari e le società di partecipazione.


Cessione dei crediti d’imposta COVID-19


Il D.L. Rilancio (D.L. n. 34/2020 pubblicato nella G.U. n. 128/2020) ha introdotto la possibilità di cessione dei crediti d’imposta introdotti dal Governo per fronteggiare l’emergenza da COVID-19.

Fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta introdotti dal Governo per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 possono, in luogo dell’utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.


Sono cedibili, i crediti di imposta:
– per botteghe e negozi;
– per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda;
– per l’adeguamento degli ambienti di lavoro;
– per sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione.


Il credito d’imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente. La quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.


I professionisti si sentono discriminati dal “DL Rilancio”


CNDCEC e ANC, con i comunicati 19 maggio 2020, denunciano l’esclusione dei professionisti ordinistici dai contributi a fondo perduto e chiedono al Governo pari dignità per tutte le Partite Iva.

I Professionisti con cassa autonoma (Dottori Commercialisti, Medici, Ingegneri, Avvocati, …) sono stati arbitrariamente esclusi dai soggetti beneficiari di una delle misure di sostegno al reddito: non sono infatti più annoverati tra le attività economiche che possono richiedere un contributo in conto esercizio, commisurato alla riduzione effettiva del fatturato ad aprile 2020, rispetto all’esercizio precedente.
Gli Ordini e i Collegi professionali chiedono al Governo un intervento per sanare un’evidente disparità di trattamento e annunciano battaglia per modificare questa norma a favore di un’equiparazione tra le misure per le imprese e quella per i professionisti.


Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro


Il D.L. Rilancio (D.L. n. 34/2020 pubblicato nella G.U. n. 128/2020) riconosce a imprese, professionisti, fondazioni e agli enti del Terzo Settore, un credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro alle misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19.

Al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore, è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.


Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti ed è utilizzabile nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione.


Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro


Il D.L. Rilancio (D.L. n. 34/2020 pubblicato nella G.U. n. 128/2020) riconosce interventi straordinari destinati alle imprese che hanno acquistato strumenti destinati a ridurre il rischio di contagio da COVID-19 negli ambienti di lavoro.

Al fine di favorire l’attuazione delle disposizioni di cui al Protocollo di regolamentazione delle misure per il contenimento ed il contrasto della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, condiviso dal Governo e dalle Parti sociali in data 14 marzo 2020, come integrato il 24 aprile 2020, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) promuove interventi straordinari destinati alle imprese, anche individuali, iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane, alle imprese agricole iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, alle imprese agrituristiche ed alle imprese sociali iscritte al Registro delle imprese, che hanno introdotto nei luoghi di lavoro interventi per la riduzione del rischio di contagio attraverso l’acquisto di:
– apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i relativi costi di installazione;
– dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori;
– apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi;
– dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio;
– dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.


L’importo massimo concedibile è pari ad:
– euro 15.000 per le imprese fino a 9 dipendenti;
– euro 50.000 per le imprese da 10 a 50 dipendenti;
– euro 100.000 per le imprese on più di 50 dipendenti.